Editoria: quanto vendono i quotidiani in Italia, febbraio 2020

A vendere il maggior numero di copie digitali è Il Corriere della Sera, che ha scavalcato il Sole24Ore. Questo avviene per le cattive performance del giornale di Confindustria.

0 426 0
0 426 0

di Pier Luca Santoro

(WSC) Roma – ADS [Accertamenti Diffusione Stampa], la scorsa settimana, ha reso disponibili i dati relativi alle vendite di quotidiani a Febbraio 2020. Da questi abbiamo realizzato alcune elaborazioni confrontando i dati sia con Febbraio 2019 che con Gennaio 2020.

Per quanto riguarda le copie cartacee le elaborazioni sono relative alla “totale pagata”, ovvero alle copie acquistate in edicola, in abbonamento a pagamento, e alle “altre vendite”, che per i principali quotidiani pesano attorno al 10% delle copie vendute. Sono stati presi in considerazione tutti i quotidiani nazionali o pluriregionali, e quelli locali con vendite complessive superiori alle 20mila copie.

Per quanto riguarda le copie digitali, delle quali abbiamo elaborato solamente i dati dei quotidiani nazionali visto che per quelli locali il numero di copie vendute è irrisorio, abbiamo preso in considerazione le copie digitali vendute ad un prezzo uguale o superiore al 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, le vendite abbinate carta + copia digitale vendute ad un prezzo uguale o superiore al 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, e le copie digitali vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea. Non sono state prese in considerazione invece le copie multiple.  Per le definizioni puntuali si veda l’apposita sezione del sito ADS.

Dei 16 quotidiani nazionali presi in esame solamente due hanno un trend positivo rispetto al Febbraio 2019, mentre solo una testata è in crescita in confronto al mese precedente, a Gennaio 2020, anche se in questo caso, mediamente, il calo di vendite è davvero contenuto.

Continua ad aumentare la distanza di vendite tra Il Corriere della Sera, che resta leader per copie vendute, e la Repubblica. Infatti il quotidiano diretto da Verdelli, rispetto al Febbraio 2019, ha un calo quasi doppio rispetto a quello di via Solferino [rispettivamente – 8.5% Vs – 4.6%]. Dati che confermano le nostre tesi sull’inutilità del restyling di Repubblica [ma vale anche per altre testate], anche se va detto che Il Corriere ha oltre il triplo di copie di Repubblica per quanto riguarda le “altre vendite” a Febbraio 2020 [17.125 Vs 5.376].

Rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente la testata che registra il maggior calo è il quotidiano di Confindustria [- 16.9%], ma anche Il Fatto Quotidiano registra una flessione significativa [- 15.1%], così come La Stampa [- 12%].

Il Giornale perde oltre il 10% delle copie [- 4.677 copie vendute] che sono all’incirca quelle che guadagnano Libero [+ 1.463 copie vendute], e La Verità [+ 1.901 copie vendute], che assieme ne guadagnano 3.364. Potrebbe dunque trattarsi di un travaso di lettori dal più moderato quotidiano diretto da Sallusti, a quelli più “aggressivi”, con comunque un saldo totale di copie che resta negativo.

Rispetto a Gennaio 2020, la peggior performance è de Il Resto del Carlino [- 5.6%], mentre la migliore è di Il Manifesto [+ 2.6%]. Per le altre testate non si rilevano altri scostamenti significativi rispetto al mese precedente, segno che ancora l’effetto coronavirus non è stato avvertito a Febbraio. Vedremo come saranno andate le cose a Marzo, anche se i segnali che abbiamo raccolto sono drammatici.

Il quotidiano nazionale che vende il maggior numero di copie digitali, così come sopra definite, è Il Corriere della Sera, che da qualche mese ha scavalcato il Sole24Ore. Questo avviene più per le cattive performance del quotidiano confindustria, che passa dalle circa 74mila copie del Febbraio 2019 alle attuali 63mila [- 15.2%], che non per l’andamento positivo del quotidiano diretto da Fontana, che cresce del 2.1% rispetto al mese corrispondente dell’anno precedente.

La miglior performance è de La Stampa, che triplica il numero di copie digitali vendute. La peggiore di Avvenire che si riduce a poco più di un terzo di quelle del Febbraio 2019. Calo dovuto al crollo delle copie abbinate [cartaceo + digitale], più che dimezzate.

Ottima performance de Il Manifesto, ma i valori assoluti restano relativamente contenuti. Da segnalare anche che Il Messagero a Febbraio 2020 ha venduto poco meno di 5mila copie mentre ne ha omaggiate la bellezza, si fa per dire, di oltre 6mila. Insomma, più copie regalate che vendute. Non certo un primato di cui andar fieri, anche se si tratta di una tendenza generale.

Nessun altro dato significativo emergente per quanto riguarda le copie digitali vendute dalle altre testate, se non il fatto che complessivamente su sedici testate prese in cosiderazione per una minoranza di quotidiani queste hanno valori significativi, almeno a volume ma non a valore.

Infatti a prevalere sono le copie vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea, e quelle vendute ad un prezzo di vendita compreso tra il 10% [maggiore o uguale] e il 30% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea. Solamente per tre testate, Avvenire, La Stampa, e Sole24Ore, sono significative le vendite abbinate carta + copia digitale, comunque vendute ad un prezzo uguale o superiore al 50% del prezzo di vendita dell’edizione cartacea. Insomma le copie digitali non sfondano, e rendono molto meno di quelle cartacee, pur al netto dei costi di stampa e distribuzione.

Dei quotidiani locali si parla poco, troppo poco, anche se alcuni di loro, come vedremo di seguito hanno vendite superiori a molte testate nazionali.

Tutte le quindici testate prese in esame perdono vendite rispetto al Febbraio 2019.  La peggior performance è de Il Giorno [- 12.9%], seguito dal Giornale di Vicenza [- 12.3%], e da un’altra testata del Gruppo Monrif, La Nazione, in calo del 11.2%.

Così come per i quotidiani nazionali, anche quelli locali sono sostanzialmente stabili rispetto al Gennaio 2020, con decrementi risibili e tre testate che addirittura, seppur di poco, incrementano le vendite.

Quello che invece è da segnalare è che da Gennaio 2020, e dunque anche a Febbraio, Il Quotidiano del Sud, che a Dicembre dichiarava vendite per poco meno di 10mila copie, “esce” dal sistema ADS, dopo che Accertamenti Diffusione Stampa aveva avviato un approfondimento per valutare modalità e contezza dei dati di vendita del quotidiano in questione. Naturalmente siamo, come tutti, in attesa di conoscere quanto prima i risultati dell’approfondimento di ADS, ma il fatto che il quotidiano in questione abbia come Direttore Roberto Napoletano, attualmente a processo per le “copie gonfiate” quando era direttore del Sole24Ore, non può lasciare indifferenti. Vedremo.

Così come altrettanto vedremo quale sia stato a Marzo l’effetto coronavirus per i quotidiani locali. E speriamo vivamente di vedere un’impennata di vendite in particolare per l’Eco di Bergamo a cui va tutta la nostra solidarietà, in particolare a giornalisti e poligrafici, ma anche al management naturalmente, con i quali abbiamo collaborato per poco meno di tre anni in passato.

Read more: http://www.datamediahub.it/2020/04/15/le-vendite-di-quotidiani-nazionali-locali/#ixzz6Jfo24eig
Under Creative Commons License: Attribution Non-Commercial
Follow us: @DataMediaHub on Twitter

Tag

Scrivi un commento