È il giorno della tassa patrimoniale sui conti correnti

Giugno è un periodo carico di scadenze fiscali per i contribuenti italiani: tra queste va pagata anche l'imposta di bollo, una tassa fissa su conti correnti bancari o postali.

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(WSC) ROMA – Malgrado l’emergenza sanitaria, il fisco non è clemente con gli italiani. Dovranno pagare una serie di tasse a fine giugno, tra cui una sorta di “patrimoniale” sui conti correnti. Non sorprende leggere dunque nei sondaggi che uno su tre di loro farà fatica ad arrivare alla fine di agosto con ancora dei soldi rimasti in banca.

Il mese che si conclude oggi è un periodo carico di scadenze fiscali per i contribuenti italiani, un terzo dei quali – se non cambierà la situazione lavorativa personale – avranno finito i risparmi nel giro di un paio di mesi. Una di queste tasse è l’imposta di bollo, una tassa fissa su conti correnti bancari o postali.

Questa specie di patrimoniale garantisce alle casse dello Stato entrate importanti, riducendo però la liquidità di imprese e famiglie in un momento di crisi. La somma da versare è di 34,20 euro l’anno per le persone fisiche e 100 euro per i soggetti giuridici. Trattandosi di un’imposta fissa legata al fatto di avere un conto corrente aperto e non alla cifra depositata o alle operazioni effettuate.

Una tassa patrimoniale mascherata da imposta di bollo

A rendere la tassa più simile a una patrimoniale è anche la modalità con cui la somma viene prelevata ai contribuenti: vossia direttamente dai conti correnti e dai libretti di risparmio bancari e postali. È un prelievo forzato mascherato.

A proposito di tassa patrimoniale, l’ultimo in ordine di tempo a raccomandare l’introduzione di un’imposta straordinaria sulla ricchezza degli italiani è stato Carlo De Benedetti. Secondo il patron dell’industria dei media la patrimoniale potrebbe avere cadenza annuale e permetterebbe di combattere le disuguaglianze in Italia.

Ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo su La7, l’imprenditore ha avanzato la proposta di tassare il patrimonio di ciascuno dello 0,8% annuo. “Per risolvere il problema delle disuguaglianze sociali ci vuole una patrimoniale annuale come fa la Svizzera, dove non ci sono pericolosi comunisti. Penso a una tassazione sul patrimonio dello 0,8% annuo, che sarebbe giusta perché darebbe un segno nella risoluzione delle disuguaglianze. La patrimoniale è impopolare ma è giusta”.

Il governo, per voce di Roberto Gualtieri, responsabile del dicastero di Economia e Finanze, ha escluso per il momento il ricorso alla patrimoniale. “Non abbiamo in programma una specifica tassa patrimoniale“, ha detto il 12 giugno durante una conferenza virtuale in occasione della 24esima edizione della “European Financials Conference” di Goldman Sachs.

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