Focolaio di Hebei, il modello cinese della lotta al Covid

Non c'è alcun dubbio: la Cina è di gran lunga il paese più efficiente nel contrasto alla pandemia, lo si vede anche in questi ultimi giorni, sia nella narrazione sia nelle soluzioni.

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di Gabriele Battaglia

China Correspondent presso Radiotelevisione svizzera (RSI)

(WSC) PECHINO – Da quello che leggo, nella vicenda dell’ultimo focolaio nello Hebei, si vede bene il “modello cinese” alla lotta contro il Covid, sia nella narrazione sia nelle soluzioni.

1) si tratta di un ceppo di virus che “viene da fuori” (ceppo russo)

2) test di massa: al momento almeno 12 milioni di persone tra Shijiazhuang e Xingtai. Questo perché la tecnologia dei test è al momento più sicura di quella del vaccino: cioè, “siamo all’avanguardia e abbiamo già vaccini funzionanti, ma se il gioco si fa duro è meglio andare sul sicuro”.

3) isolamento sociale (e geografico): due città isolate, intera provincia “zona rossa” (in “stato di guerra” dicono loro). Simile alla soluzione Wuhan

4) preservazione della capitale: anche le zone di Pechino più vicine allo Hebei sono in allarme

5) uso massiccio dei big data: persone di Pechino che sono state nelle zone a rischio dello Hebei anche un mese fa sono state chiamate a casa e invitate a fare un test gratuito prima di tornare alle proprie attività.

Fonte: Facebook

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