Febbre di speculazione: rally di Borsa a rischio

Nel mercato delle opzioni Usa era da 20 anni che non si vedevano tante puntante rialziste: preoccupa che dietro ci siano le prese di posizione dei piccoli investitori. Il grafico è impressionante.

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(WSC) MILANO – Complici le speranze per una ripresa a “V” e la valanga di liquidità delle autorità monetarie, c’è gran fermento in Borsa. Mai negli ultimi 20 anni la speculazione nel mercato delle opzioni Usa era stata tanto intensa. Sul medio termine, la cosa potrebbe giocare in sfavore dei titoli azionari, tuttavia, secondo gli analisti di Sundial Capital Research.

La febbre da speculazione è stata assolutamente straordinaria una settimana fa. Quando un numero sempre maggiore di trader ha assunto posizioni rialziste, comprando 35,6 milioni di nuove opzioni call sui titoli azionari. Il fondatore di Sundial Capital Research Jason Goepfert ha sottolineato ieri in una nota che le cifre sono superiori a quelle di febbraio, quando 28,7 milioni di opzioni call erano state acquistate.

Goepfert è impressionato dalla quantità di scommesse dei trader del mercato delle opzioni su un rialzo dei prezzi. “Una speculazione del genere tende spesso a portare risultati negativi per l’S&P 500 e per gli altri indici principali su un arco plurisettimanale e plurimensile”.

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“Estremamente pericoloso cercare di inseguire il rally di Borsa”

Alcuni strategist, tra cui Ben Jones di State Street, sono convinti che i listini azionari abbiano ancora la forza di continuare. Ma l’andamento del mercato delle opzioni fa pensare al contrario. Il rally di lunedì 8 giugno ha spinto l’indice S&P 500 in territorio positivo nel 2020. L’allentamento delle misure di contenimento per arginare la propagazione del Covid-19 hanno alimentato l’ottimismo di una ripresa dell’economia. Ma, come ha ricordato oggi la banca centrale francese, l’economia ci potrebbe mettere almeno due anni per riprendersi.

Wall Street ha chiuso ai massimi di 15 settimane. Il rimbalzo dai minimi di marzo del paniere allargato è impressionante (quasi +45%), ma non è niente in confronto alla performance del Nasdaq 100. L’indice dei tecnologici è salito a un nuovo record assoluto.

Alla base della speculazione rampante ci sono le prese di posizione dei piccoli investitori. La settimana scorsa le opzioni call acquistate da questi ultimi hanno rappresentato più del 50% del volume complessivo, ai massimi dal 2000. In passato, quando i piccoli investitori hanno tenuto un comportamento simile, la Borsa Usa ha perso circa il 3% nei due mesi successivi e il 15% nell’anno seguente.

È estremamente pericoloso cercare di inseguire il rally di Borsa, avverte Goepfert. I piccoli investitori stanno sfidando la sorte alla grande” e rischiano di rimanere bruciati.

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