Cina: giro di vite su immobiliare, i rischi del crack Evergrande

Si stima che le attività legate alla proprietà immobiliare costituiscano il 29% dell'economia cinese, quindi un default catastrofico di un colosso come Evergrande avrebbe conseguenze gravi sul paese e forti rischi per i mercati globali.

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(WSC) PECHINO – L’ultimo giro di vite della Cina – sul suo settore immobiliare – ha fatto preoccupare gli investitori globali lunedì, dato che ogni settore del colosso asiatico sembra oggi sempre più un chiodo sotto il suo implacabile martellamento normativo. Una stretta dopo anni di folle sviluppo e speculazioni.

Il governo cinese ha messo in atto tutti i tipi di regole per rendere più facile per i cittadini divenire acquirenti di una case e far parte quindi dell’ambita categoria di coloro che possiedono una proprietà (che nel comunismo old style era proibita), così come per ridurre la quantità di debito nel settore da anni più hot dell’economia, l’immobiliare.

Ma questo ha messo più di qualche gigante dell’edilizia e costruttore in difficoltà – non ultimo il gigante immobiliare Evergrande, il cui debito di oltre 300 miliardi di dollari lo rende la società immobiliare più indebitata del mondo.

Evergrande ha avvertito appena il mese scorso che le nuove regole del governo di Pechino potrebbero portarla alla bancarotta, e, fedele alla forma, sta lottando per trovare il denaro per versare gli interessi sui bond in scadenza questa settimana. Gli investitori internazionali non sono ottimisti sulle possibilità che questo accada, e cioè che Evergrande trovi i soldi per pagare gli interessi sul suo debito monstre: per cui hanno fatto precipitare le azioni della società giù del 47% nell’ultimo mese.

Non c’è voluto molto tempo prima che gli investitori si innervosissero sul fatto che il giro di vite cinese si sarebbe riversato sul mercato cinese di Hong Kong, il che potrebbe essere il motivo per cui un indice chiave che traccia gli stock immobiliari della regione è sceso -7% lunedì. E una volta che le tessere del domino hanno iniziato a cadere, non si sono più fermate: Ping An – la più grande compagnia di assicurazioni della Cina con una significativa esposizione al mercato immobiliare del paese – ha visto le sue azioni crollare più dell’8% lunedì, mentre i prezzi dei metalli da costruzione come il rame e l’alluminio hanno anch’essi fatto marcia indietro.

Si stima che le attività legate alla proprietà costituiscano il 29% dell’economia cinese, quindi un default catastrofico di un colosso immobiliare come Evergrande non sarebbe una cosa da poco per il paese, e forse anche per il mercati finanziario globale. La domanda, quindi, è: la Cina è così decisa a ridurre i livelli di debito che preferirebbe dare un colpo alla propria crescita o vuole piuttosto salvare quei giganti che si erano sviluppati per anni al di fuori di ogni controllo? Non conosciamo ancora la risposta, ma presto potremmo.

 

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