Borsa USA: “Enorme bolla”. Ma è un rischio vendere al ribasso azioni tech ipervalutate?

Le raccomandazioni di un gestore di hedge fund. L'indice Nasdaq 100 è salito +33% dal 1° gennaio, guidato dai guadagni formidabili (e senza senso) di Zoom Video e Tesla. Al contrario, l'S&P 500 è aumentato appena +5,3%.

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(WSC) NEW YORK – Secondo l’investitore e gestore di hedge fund David Einhorn i titoli tecnologici sono in questo momento in una “enorme bolla”. E per dimostrare che non parla a vanvera, ha dato il via a una serie di operazioni short per trarre profitto dalla sua convinzione.

“La domanda che dobbiamo porci è: in che fase siamo, in termini di psicologia, in questa bolla?” ha scritto il responsabile  dell’hedge fund Greenlight Capital in una nota ai clienti del 27 ottobre,  diffusa da Bloomberg.

Il top toccato il 2 settembre

“La nostra ipotesi di lavoro, che potrebbe essere smentita, è che il 2 settembre 2020 gli indici tech americani abbiano toccato il massimo, per cui la bolla sia già scoppiata. In tal caso, il sentimento degli investitori è in procinto di passare dall’avidità all’autocompiacimento”.

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Sono stati infatti i titoli tecnologici che hanno guidato il rally del mercato azionario americano quest’anno.

L’indice Nasdaq 100 è salito +33% dal 1° gennaio, guidato dai guadagni formidabili (e senza senso) di Zoom Video Communications Inc. e Tesla Inc.

Al contrario, l’S&P 500 è aumentato appena +5,3%.

Ecco i segni di una bolla

Come segni di una bolla, Einhorn indica una mania nelle IPO, un’enorme concentrazione di mercato in un piccolo gruppo di azioni o un singolo settore, valutazioni straordinarie e volumi di scambio “incredibili” in strumenti speculativi.

Di conseguenza, Greenlight Capital ha aggiustato il portafoglio di società contro cui scommette short aggiungendo un nuovo cosiddetto “paniere da bolla”. Si tratta principalmente di “società di secondo livello e recenti IPO scambiati a valutazioni notevoli”, ha scritto nella nota il gestore.

Einhorn possiede da tempo quello che chiama un paniere di “scommesse ribassiste”: include ai primi posti giganti della tecnologia come Amazon e Netflix. Un portavoce della società ha rifiutato di commentare il report di Bloomberg.

Essere short, per ora un disastro

Questa non è peraltro la prima volta che Einhorn segnala una bolla tecnologica. All’inizio del 2016, ha “identificato prematuramente quella che pensavamo fosse una bolla”, ha scritto nella lettera ai clienti.

In tempi recentemente è stata una strada difficile per il portafoglio di Greenlight Capital e per il suo gestore ribassista. Il fondo ha registrato un calo di -16,1% a settembre e ha cercato di recuperare le perdite iniziate nel 2015.

Al 1° gennaio, l’hedge fund aveva in gestione $2,6 miliardi, in fortissimo calo rispetto a un picco di $12 miliardi. Finora essere short non solo non ha pagato, è costato molti soldi.

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