Bill Gates licenzia, giornalisti sostituiti da algoritmi

Il portale MSN non rinnoverà il contratto a 50 redattori: verranno sostituiti dall’intelligenza artificiale. Molti altri posti di lavoro a rischio a seconda degli esiti dell’esperimento.

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(WSC) ROMA – Non è il coronavirus, sta volta, la causa della perdita di lavoro. E lo precisa un portavoce di Microsoft in una nota.

Circa 50 giornalisti dell’azienda informatica guidata da Bill Gates non si vedranno rinnovare il contratto, perché saranno sostituiti da degli algoritmi; è quanto riporta il “Seattle Times”, precisando che i dipendenti erano impegnati sul portale MSN ed il loro lavoro di desk verrà appunto svolto dall’intelligenza artificiale.

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In anonimato, alcuni redattori avrebbero rivelato che il loro lavoro sarà svolto da un software ideato per identificare le notizie di tendenza tra quelle di decine di partner editoriali e per ottimizzare il contenuto riscrivendo i titoli, aggiungendo fotografie o slide show.

Prima, MSN offriva contenuti originali

Il sistema è già stato testato per alcuni mesi, in linea con il taglio del personale iniziato nel 2014.

Il portale MSN sino al 2013 offriva contenuti originali con collegamenti a notizie. Poi, dal 2014, ha subito una trasformazione ed ha iniziato a pagare altri siti di notizie al fine di far ridistribuire i contenuti.

Ad oggi, a distanza di circa 6 anni dalla riconversione, il servizio si basa totalmente sulle alleanze editoriali, senza produrre alcun contenuto originale.

“Demoralizzante pensare che le macchine possano sostituirci”

L’operazione non riguarda i giornalisti con contratto a tempo indeterminato, che manterranno il posto di lavoro, tuttavia l’impatto occupazionale di medio termine di questo esperimento dipenderà dagli esiti: se positivi, molto probabilmente si assisterà ad ulteriori riduzioni di personale, e non solo alla Microsoft.

Uno dei dipendenti il cui contratto è stato lasciato scadere, ha dichiarato:

“È demoralizzante pensare che le macchine possano sostituirci, ma il gioco è fatto”.

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