Gli UFO esistono, desecretati i video della US Navy

I filmati che mostrano oggetti non identificati, più conosciuti come UFO o UAP (Unidentified Aerial Phenomena), sono autentici. Ma sono alieni?

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I filmati che mostrano oggetti non identificati sfrecciare in cielo, più conosciuti come UFO (Unidentified Flying Object) o UAP (Unidentified Aerial Phenomena), sono autentici. La conferma arriva dalla Marina Militare americana.

Ciò detto, i militari del Pentagono non ammettono nemmeno di striscio cosa questi oggetti siano e soprattutto se abbiano origine aliena ovvero extraterrestre. Il “non identificati” resta. Potrebbero essere tutto, anche “una minaccia per le operazioni e per i piloti”.

Fenomeni aerei non identificati

Gli ‘oggetti’ si possono vedere in tre clip di filmati militari classificati come “fenomeni aerei non identificati”, come ha confermato il portavoce della Marina, Joe Gradisher. L’acronimo UAP (Unidentified Aerial Phenomena) non era mai stato utilizzato prima. Nei tre video qui sotto ci sono sia i tre filmati declassificati dalla Marina Militare degli Stati Uniti, sia i primi commenti a caldo, compreso quello di Donald Trump.

Cosa sappiamo dei tre video

Al di là dei nomignoli che sono stati loro affibbiati, è interessante sapere qualcosa in più sulle tre sequenze di immagini al centro della storia. Ormai vecchi di parecchi anni (il meno recente, Flir1, è del 14 novembre 2004, mentre gli altri due sono del 21 gennaio 2015), i filmati sono frutto delle riprese a bordo di velivoli militari statunitensi, di cui almeno uno è un cacciabombardiere F/A-18. Il video Flir1, in particolare, è stato raccolto dal comandante David Fravor nei cieli sopra San Diego, in California. Fravor negli anni scorsi ha anche parlato apertamente dell’ufo come “qualcosa che non appartiene al nostro mondo”, ma si è trattato solo di una dichiarazione non ufficiale rilasciata a una tv locale, peraltro frutto di una semplice sensazione del pilota non corroborata da dati oggettivi.

Non è del tutto chiaro se i tre filmati siano o meno stati ufficialmente desecretati dal governo statunitense, ma quel che è certo è che sono ormai da tempo di dominio pubblico. In particolare, la prima versione online dei video è stata attribuita al New York Times e al gruppo di ricerca To the stars academy, che hanno reso disponibile il materiale in rete tra il dicembre 2017 e il marzo 2018.

Gli elementi di apprensione

La comunità mondiale degli ufologi è naturalmente in fibrillazione per queste notizie, ma il punto della questione sembra essere un altro. Anzitutto, diverse voci autorevoli si sono espresse affermando che non si può escludere che l’oggetto volante non identificato sia lo stesso in più di un video, soprattutto per i due più recenti che sono quasi contemporanei. Se questo da un lato abbasserebbe il numero di ufo da 3 a 2, allo stesso tempo renderebbe evidente un’altra criticità: le osservazioni del gennaio 2015 infatti sono collocate tra la Florida e la Georgia in un’area prossima al Navy’s atlantic undersea test and evaluation center (Autec), un centro militare all’avanguardia della tecnologia e attrezzato con sofisticati sistemi di monitoraggio aereo e marittimo, nessuno dei quali ha rilevato la presenza di velivoli anomali.

Senza entrare nel merito della provenienza dell’oggetto volante, quindi, desta più di una preoccupazione che quell’oggetto sembra essere transitato inosservato per i cieli statunitensi, intravisto solo per caso da un pilota impegnato in un volo di addestramento. Se anche si fosse trattato banalmente di un velivolo militare sperimentale, è significativo che nessuno strumento ne abbia rilevato la presenza, tra l’altro in uno degli spazi aerei più monitorati del mondo.

Per il momento i dettagli delle valutazioni tecnico-scientifiche sull’accaduto non sono di pubblico dominio, perché i dati raccolti dagli strumenti sono tutt’ora coperti dal segreto militare. Il legame di tutta questa storia con extraterrestri e alieni, invece, resta pura speculazione.

 

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